Cara

Canzone tratta dall’Album “Dalla” il cui titolo originale era:”Dialettica dell’Immaginario”, il testo del filosofo bolognese Stefano Bonaga, amico d’infanzia di Lucio Dalla. Il brano racconta dell’incontro tra un uomo anziano e una ragazza molto giovane, dalla quale è inizialmente attratto e poi ,sempre più, innamorato. Le intenzioni iniziali dell’uomo non si traducono però in azione e finisce per essere vittima del suo innamoramento e finisce per rivendicare, a beneficio consolatorio, la nobiltà del suo comportamento:” ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare”. Dalla rivelò in un’intervista che avrebbe pensato, all’inizio, ad un brano per accompagnare una sceneggiatura e che venne ispirato da una cena in compagnia di una donna molto più giovane di lui.

Venti alisei

Brigitte Bardot

Sotto il cappello di paglia il cui intreccio filtrava / il sole sulla tua fronte/ gettavano sguardi occhi scuri come more/ selvatiche, infantilmente penetranti. / Silenziosamente volevi proteggere la scura pioggia di lentiggini del tuo volto. / Ma talvolta dimenticavi te stessa e ridevi.

Harry Martinson ( Le erbe nella Thule)

Sangue che si fa sentire

Sovicille- foto di Walda Bozzi

“Il cavallo possedeva al massimo una qualità che faceva dimenticare tutti i suoi difetti; il “sangue “, sangue “che si fa sentire “, come dicono gli inglesi. I muscoli fortemente rilevati al di sotto della rete delle vene, distesi sotto la pelle sottile, mobile e liscia come raso, sembravano duri come ossa. La testa asciutta, con gli occhi in rilievo, luminosi e vivi, si allargava verso le froge prominenti dalle membrane iniettate di sangue all’interno. In tutta la linea della cavalla, e in particolare nella testa, c’era qualcosa di volitivo e nello stesso tempo di dolce. Era una di quelle bestie che sembra non parlino solo perché la conformazione della loro bocca non lo permette. “

Lev Tolstoj