Un blues in forma di non lettera

Vedi

Niente è serio e degno di essere ascoltato,

ci siamo fatti giocando tutto il male necessario

vedi, non è una lettera, questa,

ci siamo dati quel miele della notte, il caffè,

il piacere prono, le sigarette torbide

quando nel soffitto rema la luce dell’alba,

vedi

io continuo a pensare a te,

non ti scrivo, d’improvviso guardo il cielo, quella

nuvola di passaggio

e forse tu nel tuo lungomare guarderai una nuvola

e quella è la mia lettera, qualcosa che scorre indecifrabile

e pioggia.

Ci siamo fatti giocando tutto il male necessario

il tempo deposita il resto, i piccoli orsi

dormono accanto a uno scoiattolo sfrondato.

Julio Cortázar

Le Tasche Piene Di Sassi – Lorenzo Jovanotti Cherubini

La canzone è stata pubblicata nel 2011 ed è stata scritta dallo stesso cantautore insieme a Franco Santarnecchi. Il brano è dedicato alla madre del cantautore, morta un anno prima dell’uscita del disco.La canzone è accompagnata da un video e Jovanotti dichiara:” lo spettatore che vedrà il video non sentirà quello che io dico e non mi vedrà nemmeno cantare, ma vedrà un uomo da solo, al buio,illuminato solo da un occhio di bue che racconta una storia ad un pubblico in penombra, che racconta una storia che è la vita, racconta forse la sua vita, forse racconta la vita di quelli tra il pubblico. “

Amuleto

Quando tu passi, e mi chiami,

assente son io.

Per lunghe ore ti aspetto,

e tu, distratto, voli altrove.

Ma tanto, il mezzano serafico

del nostro amore,

il sultano dello zenit

che muove sul quadrante le sfere

con le dita infingarde e sante,

ha già segnato l’istante

del nostro convegno.

Molli si svolgono i miei giorni

a quella imperiosa stagione.

Candida e glaciale essa risplende

alta salendo, come fuoco.

Ah, nostra incantevole stanza!

Che importa a me, infido spirito,

dei tuoi diversi pensieri?

Il presagio inchina già la fronte

all’annuncio. Sorte e amore

ti congiungono a me.

Elsa Morante

L’immensità dell’attimo

Quando tra estreme ombre

profonda

in aperti paesi l’estate

rapisce il canto agli armenti

e la memoria dei pastori e

ovunque tace

la secreta alacrità delle specie,

i nascituri avvallano

nella dolce volontà delle madri

e preme i rami dei colli e le

pianure

aride il progressivo esser dei

frutti.

Sulla terra accadono senza luogo,

senza perché le indelebili

verità, in quel soffio ove affondan

leggere il peso le fronde

le navi inclinano il fianco

e l’ansia dè naviganti a strane

coste,

il suono d’ogni voce

perde sé nel suo grembo, al mare

al vento.

Mario Luzi

Rubai

Il raggio è riempito di miele

i tuoi occhi sono pieni di sole.

I tuoi occhi, mia rosa, saranno cenere

domani, e il miele continuerà

a riempire altri raggi.

Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati

-salvo una certa notte d’estate-

e anche l’ultima luce dei miei occhi azzurri

ti annuncerà lieti giorni futuri.

Un giorno, madre natura dirà:”Mia creatura

hai già riso, hai già pianto abbastanza.”

E di nuovo, immensa

sconfinata, ricomincerà

la vita, senza occhi, senza parola, senza

pensiero….

Nazim Hikmet