“Charlie Chaplin – Il Monello (1921) – “

Il monello fu il film più autobiografico e amato del regista inglese. Grazie ad esso riuscì a superare il blocco di creatività, la morte del figlio e il divorzio. Questo film occupa un posto speciale tra i film di Chaplin, poiché è la risposta diretta e personale ai traumi della sua infanzia: la separazione dalla madre e l’affidamento alla custodia di autorità pubbliche inumane. Lo stesso autore dichiarò di essersi ispirato alla soffitta abitata nel set dal vagabondo ed il monello agli abbaini della sua fanciullezza londinese. Il film muto,proiettato nel 1921, fu un trionfo in tutto il mondo .

Notizie tratte da Il Sole 24 Ore.

“My Way “

Il 30 dicembre 1968 Frank Sinatra incide My Way. Le parole sono da Paul Anka sulle note di Comme d’abitude di Claude François, che aveva a sua volta utilizzato un motivo composto da Jacques Revaux. La canzone venne proposta a Frank Sinatra, il tema calzava benissimo per il cantante, ma lui non ne rimase particolarmente colpito. Lo convinse la figlia Nancy che trovava il brano, di un uomo che faceva il bilancio della sua vita e non aveva rimorsi poiché aveva vissuto a modo suo, adatto al padre. La canzone riscuote un successo mondiale e diventa un cavallo di battaglia di Frank Sinatra sebbene non abbia mai amato il brano ,anzi ammise più volte di odiarla trovandola troppo autoindulgente e autodeclamatoria.

Alla ricerca della felicità

” L’uomo, impietosendosi delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri. L’uomo, esercitando e sviluppando questa qualità che lo unisce agli altri, s’incammina verso una vita superpersonale, che eleva ad un livello più alto la sua coscienza e gli offre la maggiore felicità possibile. ”

Lev Nikolàevič Tolstoj

Foto tratta dal film di Charlie Chaplin ” Il monello ” del 1921.

Io ho combattuto per incontrarti ancora

Io ho anche combattuto per incontrarti ancora

ho scartato albe,

impacchettato valigie

e abbandonato la mia casa

ho dimenticato i miei armadi,

lasciato cassetti

in disordine

e sono uscita correndoti incontro

nulla importava:

percorrere cento chilometri,

fare la coda,

perdere i bagagli

nel viaggio

nulla importava:

la stagione ,

l’ora del giorno,

il vestito che indossavo

la strada

mi mostrava sempre

il cammino delle tue mani.

Ángela Ramos

Questione di coscienza

Un tale, morto, consegnò al suo angelo custode la propria coscienza. Era intatta, senza il più piccolo rimorso. “Senza il più piccolo rimorso” commentò l’angelo che quel giorno era di buonumore: “Che mancanza d’immaginazione !”

Ennio Flaiano ( Autobiografia del Blu di Prussia, 1974)

Disegno di Ennio Flaiano di Federico Fellini.

Passi

Passeggio e penso

i miei pensieri sono sguardi erranti,

cammino e sono io,

ricercatore di speranza,

attivista di quella verità

che scopro,

passo dopo passo,

nel lungo percorso

verso casa.

Luca Galastri

(fotografia personale)

“Musica,gente, cantate che poi/ Uno alla volta si scende anche noi/Sotto a chi tocca in doppiopetto blu “

Il carrozzone è un singolo di Renato Zero del 1979 , il brano è stato scritto da Franca Evangelisti e Piero Pintucci per Gabriella Ferri, che però lo rifiutò, e quindi fu offerto a Renato Zero.

Una delle migliori canzoni di Renato Zero, che con malinconica poesia e con leggerezza riesce a parlare della vita e della morte esaltando le persone che ti regalano un sorriso ed un attimo di gioia e che nel ricordo diventeranno immortali.Voglio tentare un accostamento con delle parole di Charlie Chaplin:

“…Quando vivi fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi. “

L’eternità alla polvere

Gli Ori di MarTa di Taranto sono la più preziosa testimonianza della raffinatissima orifeceria tarantina di età ellenistica ( tra il IV e II sec. avanti Cristo): sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Straodinarie e raffinate opere di filagrana di ispirazione greca che influenzò la produzione degli artigiani durante la dominazione greca.

Questi ori sono stati ritrovati come ornamenti funerari nelle tombe degli aristocratici tarantini , corredi funebri che dovevano accompagnare nel viaggio verso l’aldilà.

” L’archeologia è l’arte di dare un volto a uno scheletro, un luogo a un oggetto e l’eternità alla polvere. ”

Fabrizio Caramagna

Foto prese da Google