La stellina Daisy

Una stellina in cielo brillò quando nacque la piccola Margherita, la luna sorrise e le nuvole in cielo si misero a danzare festose. Ogni bambino che nasce ha la sua stella,che lo protegge e gli indica la via della felicità. La stellina Daisy, questo il suo nome, ha un potere speciale: emana una luce da far invidia a tutte le altre stelle in cielo ,una luce calda, ricca di magia e soprattutto dona la gioia ed il sorriso …….e cercandola con attenzione, insieme alla fantasia e ai sogni , diventa una speciale e luminosa compagna di viaggio …

Alla mia piccola Margherita. nonna Dani

Il cielo di Siena -8- novembre-2018 🌼

“Correrai ancor più veloce per la vie del cielo”

La canzone di Lucio Dalla e Roberto Roversi , tratta dall’album Automobili del 1976, è dedicata a Tazio Nuvolari e fa riferimento all’incidente avvenuto nel 1926.

Tazio Nuvolari, figlio di un agricoltore benestante di Castel d’Ario, cresce nel mito sportivo del padre, Arturo e dello zio ed inizia fin da bambino a guidare le sue motociclette. Il padre ebbe un ruolo fondamentale per la formazione del suo carattere: all’età di 8 anni Tazio si avvicinò troppo a un cavallo che lo colpì con un calcio. Il padre per fargli vincere la paura dei cavalli lanciò tra gli zoccoli dell’animale una moneta d’oro, dicendo:” se vuoi prenditela “. Facendosi coraggio il bimbo riuscì a raccogliere la moneta e commentando l’episodio ,Tazio Nuvolari disse:” Quel giorno smisi di aver paura delle cose e della paura stessa. ”

L’11 agosto del 1953 morì colpito da ictus a Mantova ,tutta la città partecipò ai suoi funerali. Il corteo funebre era lungo alcuni chilometri e la bara fu messa su un telaio di auto, fu sepolto secondo le sue volontà con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: il maglione giallo, i pantaloni azzurri e il gilet di pelle marrone. Al fianco il suo volante preferito.

Al suo funerale partecipò anche Enzo Ferrari che dichiarò:” …Non apena mi giunse notizia della sua fine partii per Mantova. Nella fretta mi persi in un dedalo di strade sconosciute. Scesi di macchina, chiesi a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla macchina, per leggere la targa. Capì, mi prese per mano e la strinse con calore. ” Grazie di essere venuto “- bisbigliò commosso-” Come quello là non ne nasceranno più. “”

La foto di Tazio Nuvolari con il celebre maglione giallo con le sue iniziali e con al collo il portafortuna (una tartaruga d’oro) regalatogli da Gabriele D’Annunzio.

Notizie tratte da Wikipedia

“Mina – I’ te vurria vasà”

Il brano di Vincenzo Russo è una pietra miliare della canzone napoletana. Nasce dall’amore contrastato dell’autore, un modesto calzolaio, per Enrichetta Marchese, figlia di un gioielliere. La famiglia di lei osteggiava l’amore dei due ragazzi. Venne composta sul finire del 1899 e musicata da Eduardo di Capua ( autore di ‘O sole mio) e Alfredo Mazzucchi. Il testo della canzone è di grande delicatezza e descrive un momento di intimità….la scena è quella di un giardino profumato di malvarosa, poco prima dell’alba, attraversato da un alito di vento. L’innamorato veglia la propria donna addormentata….ed indugia a darle un bacio per non svegliarla e anela di potersi a sua volta addormentare per non essere tormentato dai dubbi e dalla gelosia….

Mina, interpreta in maniera straordinaria il brano, omettendo l’ultima strofa, come da desiderio dell’autore.

Pianta di Malvarosa

“Nuvola da impiegati “

“Partirono all’alba per evitare gli ingorghi. Appena Fantozzi uscì, la sua nuvola da dietro le montagne gli piombò sopra la testa come un aereo da caccia. Era la famosa “nuvola da impiegati “.Ogni “impiegato” ne ha una. Sono nuvole maligne che stanno celate dietro le montagne anche 12 mesi, ma quando s’avvedono che il loro uomo sta per andare in ferie gli piombano sulla testa scaricandogli in nuca un quadrato di grandine in un metro per un metro e lo accompagnano implacabili. ”

Paolo Villaggio (Fantozzi)

(Foto personale)

Vita da Nonna

“Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza. Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava. Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.”

Marcela Serrano

“Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze, riposo del cuore in una carezza, gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi. Meraviglia della tua vita nella mia, e dove io cammino, ci sei anche tu . Nella mio cuore nella mia pelle. ”

Stephen Littleword

Nella foto… la minestra per la mia piccola Margherita. Nonna Dani ❤