La lattaia di Jan Vermeer

“Finché quella donna del Rijsmuseum nel silenzio dipinto e in raccoglimento, giorno dopo giorno versa il latte dalla brocca nella scodella, il mondo non merita la fine del mondo. ”

Wislawa Szymborska

La lattaia – Jan Vermeer-1658/60

Rijksmuseum-Amsterdam

Veemer in questo quadro cattura un attimo semplice ,il latte scorre nella ciotola e il silenzio è rappresentato nel quadro e reso palpabile . Quanta semplicità è rappresentata in questo piccolo quadro ,quanta quotidianità nelle mani solide, e un po’ arrossate dal freddo ,della lattaia . La stanza è illuminata dalla luce che filtra dalla finestra. La lattaia ferma per sempre un momento di vita, lo scorrere del latte, il suo profumo, il silenzio che avvolge la stanza, le mani segnate dalla fatica….la vita che scorre.

27-marzo-2019 -( foto personali)

“Un po’ più in là della tua solitudine, c’è la persona che ami.”

“Più di una volta aveva constatato la incredibile potenza dell’amore, capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, attraverso vertiginose catene di apparenti casi, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all’altro del mondo. ”

Dino Buzzati ( Un amore, 1963)

“LUCIO BATTISTI – IL DILUVIO”

Il Diluvio è un pezzo meraviglioso composto dal sodalizio Battisti-Pannella con spunti melodici di primo ordine e parole che giocano tra epos ed ironia con l’immagine di una pioggia scrosciante.

“Noi la fortuna degli ombrellai/ Chili di liquidi dopo di noi…Dopo di noi/il bello verrà/Finché terrà/L’ombrello ”

In un’intervista Pannella racconta di aver scritto i testi per la musica di Battisti di getto e in breve tempo. I dischi hanno tutti una copertina estremamente semplice, a sfondo bianco, con un disegno stilizzato a matita o una scritta in nero, per questo si parla di “periodo bianco “. Le copertine dei dischi ci preannunciano il minimalismo dello stile delle canzoni. La struttura tradizionale della canzone leggera viene demolita, i brani non hanno il ritornello, la struttura è piuttosto piatta e i cenni di melodia arrivano quando meno te lo aspetti.

Chissà?

“Magari qualcosa, una moneta che cade, un piccolo braccialetto che si impiglia alla maglia di qualcuno, uno scontrino che scivola via, cambia il destino di una persona. E quella persona, per un piccolo, banalissimo gesto, non farà più le stesse cose che avrebbe fatto invece se quel gesto non si fosse verificato. E la sua vita prende un altro binario. Magari per sempre. Magari per un po’ soltanto. Chissà.

Stefano Benni

-Foto di David Alan Harvey –

Storie di autenticità e spontaneità

“La parte più importante del mio lavoro è narrare storie, è per questo che la maggior parte delle mie immagini posa le sue radici nella gente comune. Sono alla ricerca di quell’ attimo di autenticità e spontaneità capace di raccontare una persona…quello in cui, per un istante, si cattura l’essenza di un altro individuo. Penso sia questo, uno dei grandi poteri della fotografia. ”

“Il mio amore per l’India nasce dal fatto che nel subcontinente convivono religioni diverse, la cultura è antica e al tempo stesso distinta dai paesi limitrofi. A colpirmi, come fotografo, sono gli estremi e soprattutto le persone che vivono in povertà, in villaggi fermi alla metà del secolo scorso. E poi c’è tanta gente che vive per strada, in città moderne. Paesaggi, culture, geografie, persone e cibi tanto diversi da loro ma sempre aperti e ospitali. ”

Frasi e foto dell’India di Steven McCurry.

Un presentimento d’amore

“Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d’amore.”

Dino Buzzati

“Mina – Se telefonando”

“Lo stupore della notte/spalancata/sul mar/ ci sorprese che eravamo sconosciuti io e te…”

Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara scrivono il testo di Se telefonando su musica e arrangimenti di Ennio Morricone nel 1966. Per il ritmo dell’inciso, il maestro ha detto di essersi ispirato al suono della sirena delle ambulanze della città di Marsiglia .Morricone, che allora si cimentava con le canzoni, la suonò per Mina al pianoforte e lei ,con il foglio in mano dei due autori, cominciò a cantarla come se l’avesse sempre fatto, come se le fosse familiare e scritta apposta per la sua voce.

Tanti auguri Mina!