“Enzo Jannacci L’importante è esagerare”

In un’ intervista surreale a Enzo Jannacci, sui pattini, in sauna ,sotto la doccia…gli venne chiesto:” Maestro, chi sono i diversi?”, risposta :”I diversi sono quelli per cui noi siamo diversi.”L’intervista venne realizzata da Ranuccio Sodi nel 1987 per Show Biz, e il cantautore rispose a domande di Riccardo Pifferi. Guardando la vita di sbieco, Jannacci sublimava la sua visione autoironica del mondo, in un piccolo “manuale di sopravvivenza quotidiana”. Facendosi inseguire mentre volteggia sui pattini a rotelle sulle vie di Milano ,invitando l’intervistatore nel reparto arredamento della Rinascente (spacciato come casa propria) ,a passeggio nei prati, in palestra, nella sauna, sotto la doccia e si confermava protagonista in pieno di quella linea maestra della teatralità milanese che va da Dario Fo a Walter Chiari.

Jannacci ha imposto un linguaggio personalissimo: stralunato, romantico, dissacrante, vicinissimo anche alle storie degli ultimi, di chi non ha voce….come la Vincenzina che ,negli anni sessanta, era “davanti la fabbrica ” ad aspettare suo marito, o come “il barbun ” che portava “i scarp da tennis “. Il cantautore ha rivalutato il dialetto, quello lombardo, spesso utilizzato in modo improprio, volgare e macchiettistico.Nel suo caso, il detto ” nemo propheta in patria ” ha fatto una clamorosa eccezione. Jannacci ha amato Milano e Milano ha amato Jannacci, in una vera e propria corrispondenza di amorosi sensi. L’amore per la sua città traspariva da ogni suo testo, una Milano vera, popolare e romantica, popolata di personaggi bizzarri e poetici.

Notizie estratte dalla Stampa , da Repubblica e Panorama.

Nei miei occhi ti conserverò .

Ti conserverò, credimi

In ciò che scrivo, ciò che disegno

Nelle mie canzoni, le mie parole.

Tu resterai e non lo saprà nessuno

E nessuno mai ti vedrà,

Vivrai nei miei occhi.

Tu vedrai, sentirai

Il calore di un amore che risplende,

Dormirai, ti sveglierai.

Ti accorgerai che non si somigliano

I giorni che verranno a quelli passati,

Ti assopirai.

Per comprendere un amore

Ci vuole una vita intera,

E tu ce la metterai.

Ti vivrò, non si può spiegare

Ti vivrò nei miei occhi

Nei miei occhi ti conserverò.

Özdemir Asaf

Foto di Gordon Parks-New York, ottobre 1949.

Vincent Van Gogh

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni ”

“Così il pennello sta alle mie dita come l’archetto al violino, e assolutamente per mio piacere. ”

“Il modo migliore di amare la vita è amare molte cose. ”

“Non c’è blu senza giallo e senza arancione, e se si aggiunge del blu, bisogna aggiungere anche del giallo e dell’arancione. ”

“Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali, per quanto maestose e imponenti siano. ”

“Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell’oceano nell’espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia la mattina e mormora o ride perché vede il sole splendere sulla sua culla. ”

Vincent Van Gogh, nasce a Zudert (Paesi Bassi) il 30 -marzo-1853

Van Gogh Museum-Amsterdam

30-marzo-2019

(Foto personali)

I giocatori di carte

La briscola. Gioco molto semplice. L’avversario sbatte sul tavolo una carta, e voi dovete sbatterla più forte. I buoni giocatori rompono dai quindici ai venti tavoli a partita. È opportuno, prima di sbattere la carta sul tavolo, inumidirla con un po’ di saliva. Le carte prendono così la caratteristica forma a cartoccio, è la durezza di un sasso. In molti bar, per mescolare un mazzo di carte da briscola, si usa un’impastatrice. ”

Stefano Benni

Dipinto di Paul Cézanne-I giocatori di carte-Museo D’Orsay-Parigi

In lontananza si sentono suonare le campane

“La luce calda del sole al tramonto illumina i tetti di mattoni rossi. In lontananza si sentono suonare le campane della Westertoren e l’acqua accarezza delicatamente le barche ormeggiate. “Sono qui, nel pieno centro di Amsterdam, eppure nessuno fa minimamente caso a me “, afferma Nora Wijbrands mentre una coppia di cigni scivola accanto alla sua Walewein. “In quale altro posto del mondo potrei godere di tanta libertà?”

Jeroen Junte

I canali di Amsterdam-(foto personale)- 28-marzo-2019

H. Jackson Brown – 44 istruzioni per la vita

https://www.libriantichionline.com/divagazioni/jackson_brown_istruzioni_vita

Questo libricino è stato concepito da un padre per il proprio figlio nella speranza che quest’ultimo ,leggendolo, possa aprire gli occhi sugli aspetti positivi della vita e quindi diventare un adulto rispettoso nei confronti del Prossimo e della Natura che lo circonda.

1-Ama profondamente e con passione. Potrai soffrire, ma è l’unico modo per vivere la vita.

44-Vivi una buona, onorevole vita. Quando sarai vecchio e penserai al passato starai bene una seconda volta.