Prontuario per il brindisi di capodanno

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale, cucina, albergo, radio, fonderia, in mare, su un aereo, in autostrada, a chi scavalca questa notte senza un saluto, bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta, a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta, a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando, a chi non è invitato in nessun posto, allo straniero che impara l’italiano, a chi studia la musica, chi sa ballare il tango,a chi si è alzato per cedere il posto, a chi non si può alzare, a chi arrossisce, a chi legge Dickens, a chi piange al cinema, a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio, a chi ha perduto tutto è ricomincia, all’astemio che fa uno sforzo di condivisione, a chi è nessuno per la persona amata, a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe, a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia, a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo, a chi restituisce da quello che che ha avuto, a chi non capisce le barzellette, all’ultimo insulto che sia l’ultimo, ai pareggi, alle x della schedina, a chi fa un passo avanti e così disfa la riga, a chi vuol farlo e poi non ce la fa, infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera e tra questi non ha trovato il suo.

Erri De Luca (L’ospite incallito, 2008)

Nessuno può conoscermi

Nessuno può conoscermi

Come tu mi conosci

Gli occhi tuoi dove dormiamo

Tutti e due

Alle mie luci d’uomo han dato sorte

Migliore che alle notti della terra

Gli occhi tuoi dove viaggio

Han dato ai gesti delle strade un senso

Separato dal mondo

Negli occhi tuoi coloro che ci svelano

La solitudine nostra infinita

Non sono più quel che credevan essere

Nessuno può conoscerti

Come io ti conosco.

Paul Éluard

Foto di Èduard Boubat .

“Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te …”

La cura, pubblicata nel 1996, “è una di quelle canzoni che arriva come da una cellula superiore. È arrivata come una piccola luce a toccarmi…è stata vera ispirazione ” queste sono le parole di Franco Battiato in un’intervista. E ancora:” la passione è una malattia, una zavorra che ci trascina verso il basso. Di amori riusciti, a esser generosi ce n’è uno su un miliardo. Io non sono mai stato innamorato.”

Un augurio per il prossimo anno

Spero che in questo nuovo anno facciate errori.Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e,ancora più importante, state Facendo Qualcosa. Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi ed il mio augurio per me stesso. Fate Nuovi Errori. Fate gloriosi,stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia ” abbastanza buono ” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. Qualunque cosa abbiate paura di farla, Fatela. Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre.

Neil Gaiman

Monica Bellucci-1992

Vigilia di restare

Tutto è pronto: la valigia,

le camicie, le mappe, la vana speranza.

Tolgo la polvere dalle palpebre.

Ho messo all’occhiello

la rosa dei venti.

Tutto è a posto: il mare, l’aria, l’atlante.

Mi manca solo il quando,

il dove, un diario di bordo,

carte delle maree, venti a favore,

coraggio e qualcuno che sappia

amare come non so fare io.

La nave che non esiste, lo sguardo,

i rischi, le mani della meraviglia,

il filo ombelicale dell’orizzonte

che sottolinea questi versi sospensivi…

Tutto è pronto:davvero, invano.

Juan Vincente Piqueras