Mani intrecciate 

Vi dirò che mi lasciai pilotare nel buio da qualcheduno che m’aveva preso in silenzio per mano. Giorgio Bassani 

Ci sono cose che non stanno nell’infinito. E starebbero nelle mie mani, se le tenessi nelle mie mani. Antonio Porchia 

Non esiste momento più bello, all’inizio di una storia, di quando intrecci le dita in quelle dell’altra persona e lei te le stringe. Ti stai affacciando su un mare di possibilità. Massimo Gramellini 

Avrei preferito avere un solo respiro dei suoi capelli, un solo bacio dalle sue labbra, un solo tocco delle sue mani piuttosto che restare un’eternità senza. Seth -dal film City of Angels 

Foto presa dal web 

Uova di Cioccolato 

L’uovo di cioccolato pare che debba le sue origini nella corte di Luigi quattordicesimo in Francia, per poi estendersi in Germania già dai primi decenni dell’800. I primi esemplari sembra che non fossero vuoti come gli attuali, il dolce vuoto, affinché potesse contenere una sorpresa, potrebbe essere nato in concomitanza coi preziosissimi esemplari di Fabergè .

Venne realizzata nel corso del tempo una polvere di cioccolato pura, senza grassi, a cui veniva aggiunto zucchero e poi il burro  che potesse  andare nello stampo per assumere la forma dell’uovo .In Inghilterra, la Cadbury nel 1875 creò il primo uovo di cioccolato vuoto con all’interno una sorpresa. 

Daniel Peter è l’inventore del cioccolato al latte ,diffuso poi in Svizzera. 

Successivamente le uova di cioccolato sono state decorate nelle maniere più svariate. 

L’uovo di cioccolato deve la sua tradizione alla simbologia Pasquale :scambiato fin dai tempi antecedenti al Cristianesimo .Simbolo di vita pare che, l’uovo di gallina, venisse portato in dono al tempo degli antichi Persiani, in concomitanza con l’arrivo della primavera. La tradizione si sarebbe diffusa poi in Egitto e in Grecia, mentre i primi esemplari decorati risalirebbero all’antica Cina. 

Con la morte e resurrezione di Cristo, l’uovo diventa simbolo di vita e rinascita. 

Foto presa da Pinterest 

Il ricordo delle rose selvatiche 

Ma, quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo. 

Marcel Proust