Attimi di dimenticanza 

Intervista di Oriana Fallaci a Totò pubblicata sulle pagine dell’Europeo nel 1963. 

Ne esce un ritratto malinconico del principe Antonio de Curtis, fatto di molta solitudine e di amarezza, ma anche di un’eleganza ironica, sottile e napoletana, capace di leggere e accettare la vita. 

Svela alla Fallaci di lavorare per mantenere 25 persone e 220 cani. ….La giornalista gli domanda :”220 cani? !?!E perché? Che se ne fa di 220 cani? ”

Risposta :”Me ne faccio, signorina mia, che un cane val più di un cristiano. Lei lo picchia e lui è affezionato lo stesso, non gli da mangiare e lui le vuole bene lo stesso, lo abbandona e lui è fedele lo stesso. Il cane è nu signore, tutto il contrario dell’uomo. ”

Domanda della Fallaci :”Lei non ha una gran stima degli uomini. Una buona opinione del suo prossimo. E forse non ha nemmeno molti amici. ”

Risponde Antonio de Curtis :”No no no! Mangio più volentieri con un cane che con un uomo. Di amici ne avrò due, forse. .. . . Perché vede quella mia battuta “siamo uomini o caporali “non è affatto un gioco. Il mondo lo divido così, in uomini e caporali. E più vado avanti, più scopro che di caporali ce ne son tanti, di uomini ce ne sono pochissimi. “

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Pubblicato da

Dani

Mi piacciono le piccole e semplici emozioni che colorano la vita

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