Come il pane di casa

“È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino…e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini. ”

Leonardo Sciascia

Letture preferite

“Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici.”

Daniel Pennac

Il lampo

Mi capitò una volta, a un crocevia, in mezzo alla folla, all’andirivieni. Mi fermai, battei le palpebre: non capivo niente. Niente, niente del tutto: non capivo le ragioni delle cose, degli uomini, era tutto senza senso, assurdo. E mi misi a ridere. Lo strano era per me allora che non me ne fossi mai accorto prima. E se avessi fin’allora accettato tutto: semafori, veicoli, manifesti, divese, monumenti, quelle cose così staccate dal senso del mondo, come se ci fosse una necessità, una conseguenza che le legasse l’una all’altra. Allora il riso morì in gola, arrossii di vergogna. Gesticolai, per richiamare l’attenzione dei passanti e – Fermatevi un momento!- gridai- c’è qualcosa che non va! Tutto è sbagliato! Facciamo cose assurde! Questa non può essere la strada giusta! Dove si va a finire?
La gente mi si fermò intorno, mi squadrava, curiosa. Io rimanevo lì in mezzo, gesticolavo, smaniavo di spiegarmi, di farli partecipi del lampo che m’aveva illuminato tutt’a un tratto: e restavo zitto. Zitto, perché nel momento in cui avevo alzato le braccia e aperto la bocca, la grande rivelazione m’era stata come ringhiottita e le parole che m’erano uscite così, per via dello slancio.
-Ebbene?- chiese la gente- cosa vuol dire?
Tutto è al suo posto. Tutto va come deve andare. Ogni cosa è conseguenza d’un altra. Ogni cosa è ordinata con le altre. Noi non vediamo niente d’assurdo o d’ingiustificato !
E io rimasi smarrito lì, smarrito, perché alla mia vista tutto era tornato al suo posto e tutto mi sembrava naturale, semafori, monumenti, divise, grattacieli, rotaie, mendicanti, cortei, e pure non me ne veniva tranquillità, ma tormento.
Scusate- risposi- Forse ho sbagliato io.
M’era sembrato. Ma tutto è a posto. Scusate- e mi feci largo tra i loro sguardi irti.
Pure anche adesso, ogni volta (spesso)
che mi accade di non capire qualche cosa, allora, istintivamente, mi prende la speranza che sia di nuovo la volta buona, e che io torni a non capire più niente, a impossessarmi di quella saggezza diversa, trovata e perduta nel medesimo istante.


Italo Calvino






Foto di Sergio Larraìn.

La solitudine di Firenze

” Man mano che il brulicare della folla sul pavé bagnato delle contrade fiorentine cessava, il silenzio entrava in scena divenendo ancor più stridulo e rumoroso degli schiamazzi dei passanti, riecheggiando nella solitudine di Firenze. ”

Samuele di Bannella

25- novembre-2020 – Lungarno degli Archibugieri ( dove passa il Corridoio Vasariano e si affacciano gli Uffizi)- Firenze. ( foto personale)

Equivalenza

“Il dono dell’amore è come ogni altro dono. Può essere grande quanto vuoi, ma non si rivelerà mai senza illuminazione. Con noi invece, è come se ci avessero insegnato a baciarci in cielo e poi, ancora fanciulli, ci avessero mandati a vivere sulla terra, contemporaneamente, perché mettessimo alla prova l’uno con l’altro questa capacità. È l’apice di una compatibilità senza gradazioni, in cui nessuno è superiore o inferiore, un’equivalenza di tutto l’essere, con tutto che genera gioia, con tutto che si rianima. ”

Boris Pasternak

Foto di Mario De Biasi.