“Monologo Steiner- “La Dolcevita””

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Cosa c’è di sbagliato nel mondo

La casa è l’unico luogo di libertà. Anzi, è l’unico luogo di anarchia. È l’unico punto sulla terra dove un uomo può cambiare all’improvviso, fare esperimenti e concedersi capricci. In qualunque altro posto egli vada deve accettare le regole del negozio, dell’albergo, del club, del museo in cui gli capita di entrare. A casa sua può mangiare sul pavimento, se vuole.

Per il sano lavoratore, la casa non è il luogo della routine in mondo pieno di avventure. È l’unico posto selvaggio in un mondo di regole e compiti prestabiliti.

Gilbert Keith Chesterton ( Cosa c’è di sbagliato nel mondo-1910).

Senza emozioni il tempo è solo un orologio che fa tic-tac

Al principio c’è il mistero, al termine la conferma, ma nel mezzo ci sono le emozioni, che sono la vera ricchezza. La vita, ora lo capiva, assomigliava a una canzone. (Nicholas Sparks)

Se riesci a sentire le tue emozioni, non sei lontano dal corpo interiore radioso che sta sotto. Se invece resti prevalentemente nella tua testa, la distanza è di gran lunga maggiore, è hai bisogno di portare consapevolezza nel corpo emotivo prima di poter raggiungere il corpo interiore. ( Eckart Tolle)

Sarebbe bello poi un giorno, sfogliare le pagine dei tuoi libri, soprattutto di quelli che abbiamo in comune, veder sottolineare le tue emozioni, scoprire se combaciano con le mie. (David Grossman)

Foto di Chet Parker-1983-Gettyimages.

Siamo tutti seduti su delle altalene

Sarà sempre così? Questa impossibilità di trovare la certezza di uno stato d’animo, di una fase, di un umore, mai. Siamo tutti seduti su delle altalene. (Anaïs Nin)

Ogni volta che i miei propositi, per effetto dei miei sogni, si sono innalzati al di sopra della quotidianità della mia vita e per un momento mi sono sentito alto, come un bambino su di un altalena, sempre, come lui al giardino municipale, sono dovuto scendere e riconoscere la mia sconfitta. (Fernando Pessoa)

Il mondo non è che una continua altalena. Tutte le cose vanno su e giù senza posa. (Michel de Montaigne)

Foto : spiaggia inglese -1930-Getty images

La tua mano

Guarda non chiedo molto,

solamente la tua mano,tenerla

come una piccola rana che così dorme contenta.

Io ho bisogno di questa porta che aprivi

perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto

di zucchero verde, di tonda allegria.

Non mi presti la mano questa notte

di fine d’anno , di civette rauche?

Tu per ragioni tecniche non puoi. Allora

io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,

e la pesca setosa della palma

e il dorso, questo paese di alberi azzurri.

Così la prendo così la sostengo, come

se da ciò dipendesse

moltissimo del mondo,

il succedersi delle stagioni,

il canto dei galli, l’amore degli uomini.

Julio Cortázar